Poesie italiane di rimatrici viventi raccolte da Teleste Ciparissiano pastore arcade
Editore: In Venezia, per Sebastiano Coleti
Anno: 1716
Pagine: [28], 269, [3] pp.; antiporta calcografica incisa da A. Luciani su disegno di Antonio Balestra; vignetta calcografica sul frontespizio; carta finale bianca.
Rara e raffinata raccolta poetica curata da Teleste Ciparissiano, pseudonimo dell’erudito veneziano Giovanni Battista Recanati (1687–1734), membro dell’Accademia dell’Arcadia. L’opera, dedicata alle “rimatrici viventi”, riunisce componimenti di poetesse italiane contemporanee all’autore, offrendo un quadro vivo della produzione letteraria femminile nel primo Settecento.
Il volume si apre con un’elegante antiporta incisa da Antonio Luciani, tratta da un soggetto di Antonio Balestra, che raffigura un’allegoria poetica in stile tardo-barocco. L’impostazione tipografica e ornamentale, con testatine e capilettera incisi, riflette la raffinatezza dell’editoria veneziana di Sebastiano Coleti, attivo tra i principali stampatori d’arte e letteratura della Serenissima.
Quest’antologia, oltre al suo valore estetico e bibliografico, costituisce una testimonianza rara della poesia femminile italiana prima dell’Illuminismo, in un’epoca in cui la voce delle donne trovava spazio nei circoli letterari arcadici. Opera di notevole rarità e interesse letterario, un affascinante documento della poesia arcadica e dell’editoria veneziana del primo Settecento, impreziosita dalla suggestiva antiporta di Luciani e Balestra.