Le sei giornate di messer Sebastiano Erizzo
Editore: [Londra, ma Livorno], presso Riccardo Bancker [i.e. Masi]
Anno: 1794
Pagine: XXVII, [1], 436 pp., [1] carta di tavola con ritratto inciso.
Elegante e rara edizione tardo-settecentesca del celebre testo narrativo di Sebastiano Erizzo (1525–1585), umanista e letterato veneziano, conosciuto anche come numismatico e filosofo.
Le sei giornate, pubblicate per la prima volta nel 1550, costituiscono una delle opere più raffinate della novellistica cinquecentesca, ispirata al modello del Decameron boccaccesco ma animata da un tono più morale e filosofico.
L’edizione qui presentata — con falsa indicazione di stampa “Londra” per eludere la censura, ma in realtà impressa a Livorno dal tipografo Masi, come accertato da Parenti — si distingue per l’accuratezza tipografica e la presenza del ritratto inciso dell’autore.
Include inoltre, la novella inedita “Del nascimento di Attila re degli Ungheri”, raramente presente nelle prime edizioni, pubblicata qui come completamento del corpus narrativo erizziano.
Edizione in carattere nitido e armonioso, su carta forte e di bella qualità.
Frontespizio pulito, con cornice tipografica sobria e indicazione editoriale fittizia.
Presente una tavola calcografica con il ritratto di Erizzo in antiporta.
Opera di notevole valore letterario, le Sei giornate rappresentano un esempio esemplare della prosa novellistica veneta del Rinascimento, capace di unire eleganza classica, introspezione morale e gusto narrativo.
L’edizione livornese del 1794 è rara e ricercata, sia per la falsa indicazione di stampa londinese sia per la presenza della novella su Attila, non comune ad altre ristampe.